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     MUSEO DELLE OMBRE

archivio Bruno Fargnoli Vallemaio

museo delle ombre museo delle ombre

ragioni della definizione (a cura del Dott. De Petrillo F.)

Dall’interazione tra luce e oggetto nasce l’ombra, che del secondo è la naturale proiezione.La luce è la sostanza fine per eccellenza ed essa per la sua costituzione si contrappone alla sostanza materiale.

(archivio Bruno Fargnoli Vallemaio)


L’ombra, invece, pur esistendo, rinvia subito a qualcosa e in quanto tale è la proiezione effimera di qualcos’altro da cui dipende in modo diretto.   L’esser luce e la sua negazione, il non esserlo più, l’ombra, appunto, è la diretta rappresentazione dell’esistenza caducata.Luce ed ombra, insomma, simboleggiano in modo ottimale vita e morte (si pensi alla classica rappresentazione del regno dell’aldilà come mondo delle ombre).Già nel Genesi, all’inizio del Tempo, Dio crea il mondo suscitandolo dal nulla, dicendo semplicemente (meglio sarebbe dire “pensando”): Fiat lux, e   così nasce la vita che segue direttamente alla creazione della luce, anzi la luce, dal punto di vista simbolico, è la vita per eccellenza. E se la luce è la    vita per eccellenza l’ombra è la non-vita per antonomasia.

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Il Museo delle Ombre, dunque, sta ad indicare il rapporto intrinseco dell’inscindibile binomio vita-morte. L’esser luce e il non esserlo più, la sua ombra.

(archivio Bruno Fargnoli Vallemaio)


Al museo di Vallemaio il suo ideatore, il Prof. Vincenzo Bianchi, a buona ragione ha posto il nome “Museo delle Ombre”.Va da sé, continuando l’ approfondimento, che la luce materiale simboleggia ma non costituisce la luce spirituale, l’anima che, incarnandosi nel corpo materiale, lo vivifica fino al momento del suo distacco allorquando, uscendone, ne determina la morte.


Il nostro Museo attraverso il richiamo delle ombre vuole simboleggiare la necessità del culto della sacralità della vita sia in termini fisici che spirituali, aspetti che si intrecciano e si rinviano reciprocamente. E già perché a Vallemaio una particolare congiuntura storica all’interno del Tempo ha reso propizia l’istituzione di tale Museo: sia la morte non accidentale ma voluta dall’uomo connessa allo sfondamento della famosa Linea Gustav (Monte Maio e Vallaurea) che fece registrare ingenti perdite sia la distruzione nel centro storico del Paese della Chiesa del Rosario. In essa, infatti, anche   dopo l’editto di Saint Claud (1802 ????) – col quale si vietava la sepoltura nelle chiese – non solo si continuò tale pratica ma, data la sua particolarità (edificata direttamente sulle rave), si continuò a praticare anche il rito della sepoltura pensile, unico esempio in Europa, di guisa che con esso, dopo la morte, si voleva ad ogni modo rispettare la sacralità della vita.

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Ma come la luce simboleggia la parte più nobile e sacra dell’uomo, donata direttamente da Dio, così il Tempo secolare rinvia al vero Tempo spirituale.

Il museo delle ombre è dedicato a Jorge Luis Borges che della mnestica ne ha fatto una mistica ma soprattutto alla memoria degli avvenimenti            del 13-14 maggio 1944, quando, secondo un diffuso ed unanime resoconto degli anziani, “la notte diventò giorno”; allora migliaia di uomini di ogni      razza e religione si affrontarono all’arma bianca disseminando delle loro spoglie mortali l’accidentato suolo.

(Archivio Bruno Fargnoli Vallemaio del 14 maggio 1944)

Dalla riflessione su questa grande tragedia dell’umanità ai sopravvissuti ed ai posteri è sorto un insopprimibile moto dell’animo; quasi come un’araba fenice che risorgendo dalle proprie ceneri si libra nuovamente nell’aria, essi avvertono la forte esigenza di una rinascita spirituale: il Tempo materiale   e il Tempo spirituale debbono necessariamente tornare a coincidere. E per questo l’abiura deve essere forte e totale! “Mai più”, è un giuramento fatto non coll’evanescente parola ma impressa nella realtà del mondo coi fulgidi caratteri dell’anima. Dunque un giuramento indelebile, scritto direttamente nella fisica dell’anima. Il Museo vuole essere dunque il segno esteriore ma tangibile di questo sacro giuramento.

Futuro e Pace
In relazione a quanto anticipato a proposito dell’illustrazione delle ragioni salienti del museo e del suo nome occorre dire che per il futuro l’impegno forte è senza dubbio quello di far coincidere Tempo materiale e Tempo spirituale, la luce esteriore diventa luce interiore, luce dell’anima attraverso     un itinerario di crescita che deve portare veramente alla “Pax gentium” in senso universale. Così l’enciclica della Chiesa deve concretarsi in un’enciclica profondamente spirituale nella quale la Chiesa, finalmente, dopo la rovinosa caduta dell’uomo, tornerà ad esser viva nel cuore degli uomini
archivio Bruno Fargnoli Vallemaio
scultura posta lungo il percorso dei monoliti .
Sarà allora che il nuovo uomo vivrà un’era più felice, libero dai gioghi, dalle costrizioni, dalle sopraffazioni e da quant’altro è all’origine della creazione del proprio inferno sulla Terra: ma allora senz’altro regnerà incontrastata la Pace. Sarà la felice Età dell’Acquario.

Non a caso il Prof. Vincenzo Bianchi ha evidenziato che dalle alture del Maio è possibile scorgere le isole di Ponza e Ventotene e in quest’ultima, durante la loro prigionia, Altiero Spinelli e Sandro Pertini abbozzarono il primo programma dell’istituzione dell’Unione Europea.
La lotta del bene e del male è sempre difficile ma mai impari. Le vie del bene spesso sono lunghe e tortuose ma mai impervie. Per giungere al fine propugnato occorre pazienza e continua dedizione. Un piccolo passo al giorno ma concreto vale più di tante parole lasciate cadere al vento. E si sa che l’istituzione di un governo mondiale non può che passare attraverso una serie di tappe intermedie. E’ questo programma di grande valenza spirituale  che l’Amministrazione di Vallemaio intende portare avanti facendo proprio il progetto del Prof. Vincenzo Bianchi.

La Chiesa del Rosario: da chiesa a Museo. Dalla cenere della Chiesa rinasce comunque un progetto inteso a salvare la sacralità della vita. Questo è nella sua essenza il significato del Museo delle Ombre.

L’istituzione del Museo delle Ombre di Vallemaio è dunque ad un tempo un piccolo passo ma anche un grande passo se diretto verso la meta finale.

IL SASSO DEL SACRIFICIO PER LA LIBERTA’
- ideazione di un’ opera … i sassi della resistenza
L’opera scultorea, a ricordo del sacrificio di tutti coloro ingiustamente e barbaramente uccisi nel periodo della seconda guerra mondiale, è stata  scolpita dal Maestro Vincenzo Bianchi . La stele, che ha un’altezza di mt. 2,80 circa, è stata realizzata con un grande sasso in marmo bianco del Tibet; rappresenta una figura umana in forma spirituale. Dalla stessa roccia fuoriescono “gradatamente dei volti umani sofferenti a rappresentare lo spirito delle vittime, in un movimento spiroidale - afferma il prof. Bianchi- che svetta verso il cielo come elevazione e slancio verso il sentimento di perdono e  di partecipazione alla costruzione del tempio della pace, in una civiltà nuova e unita dal rispetto delle diverse etnie. E’ venuta a maturazione l’idea di creare un fregio proiettato nel futuro, attraverso la narrazione di un racconto da incidere sulla pietra delle nostre montagne dove è racchiusa ancora l’eco del silenzio dei caduti per la libertà: un racconto della resistenza da dedicare all’unità dell’ Europa proiettata nel futuro prossimo, per una fratellanza di popoli convergenti verso un equilibrio dei diritti dell’uomo che si chiama Pace”.
                                                                                                                                                                                                                       (archivio Bruno Fargnoli Vallemaio)